Progetti Esterni in Partenariato

|
FARE
DIRE CAMBIARE …… : SPORTELLO D’ASCOLTO …
PER
|
|
Enti
e/o soggetti coinvolti |
Piano
Sociale di Zona Ambito S9 Istituto
Comprensivo Statale di Caselle in Pittari ed altri |
||||||||||||
|
INTRODUZIONE
AL PROBLEMA |
Secondo
molte ricerche compiute in anni recenti il disagio adolescenziale e nella
fattispecie gli atti di bullismo e di prevaricazione sono in ascesa nelle
scuole italiane, elementari, medie e superiori. Farsi strada
con la violenza sembra diventato molto frequente tra i giovani, così
come spesso lo è tra gli adulti, e pertanto le scuole hanno bisogno di
strumenti atti a comprendere la complessità del fenomeno. Così come
l’incapacità e la voglia di non comunicare da parte dei ragazzi con gli
adulti visti spesso come ostacolo per la propria crescita ed autonomia. È
dovere di ognuno di noi aiutare i bambini e i ragazzi a costruire un
ambiente che si renda promotore dello sviluppo di una coscienza critica,
individuale e sociale, nonché del benessere emotivo, essenziale per
coltivare l’apprendimento. Non possiamo permettere che i bambini
crescano con la convinzione di essere persone di poco valore o
“diverse”, oppure di poter fare tutto ciò che desiderano perché
tanto gli adulti non faranno
nulla per modificare la situazione: tutti, dentro e fuori dalla scuola
devono adoperarsi per contrastare la diffusione della violenza. Le
manifestazioni di iperattività e di disattenzione sembrano anch’esse in
aumento in ambiente scolastico negli ultimi decenni, forse favoriti da
contesti di sviluppo che non aiutano i bambini a sviluppare
l’autocontrollo. Secondo Scabini (1998), infatti, l’eccessiva
stimolazione ricevuta dai bambini, anche per mezzo di un abuso dei mezzi
di telecomunicazione (TV e Videogiochi) che non allenano ad uno stile di
risposta riflessivo e meditato, non li aiuta a sviluppare appieno
l’abilità di controllo dell’attenzione e del comportamento
indispensabili per consentire il dispiegarsi del processo di
apprendimento. Bisogna
fare un discorso di prevenzione rispetto agli atteggiamenti vessatori ed
indesiderati nell’ottica di un percorso propedeutico che coinvolga tutti
i personaggi coinvolti nel disagio. |
||||||||||||
|
MOTIVAZIONE |
Negli
anni scorsi l’equipe del piano di Zona Ambito S9 ha condotto una ricerca
campione nelle scuole locali; i risultati di questa ricerca hanno messo in
luce diverse realtà sociali e diversi problemi emergenti nel mondo
scolastico del basso Cilento. Tra
i problemi più ricorrenti c’è il fenomeno del bullismo, soprattutto
fatto da più persone ai danni di qualche vittima indifesa. Il problema è
che tale fenomeno non viene denunciato direttamente, visto che i
questionari compilati erano anonimi; oltre al bullismo emerge anche la
dispersione scolastica per cui molti ragazzi scelgono di non continuare la
scuola per rivolgersi subito al mondo del lavoro,mentre altri continuano
la scuola, scegliendo scuole professionali, e spesso facendo molte ore di
assenza; inoltre, sono stati riscontrati problemi di droghe, soprattutto
leggere e altre forme di disagio giovanile nelle scuole di grado
superiore. Il
Piano di Zona in qualità di Servizio Sociale alla persona e in
un’ottica di prevenzione di qualsiasi forma di disagio nella società
locale, vuole offrire l’opportunità alle scuole del territorio di
creare una rete di collaborazione per prevenire e combattere questi disagi
riscontrati tramite l’aiuto di esperti che costituiscono l’equipe del
Piano di Zona. La
motivazione che spinge il lavoro dei professioni è quello di prevenire i
comportamenti aggressivi trasmettendo informazioni e abilità a chi si
trova coinvolto in questi comportamenti: Alunni, insegnanti e genitori; Il
tutto per far prendere consapevolezza del problema per stimolare il
cambiamento. Il
cambiamento è necessario per combattere il disagio e per favorire la
cultura del benessere; dove per benessere non si intende necessariamente
assenza di conflitto ma un confronto sano e chiaro senza prevaricazioni né
sfide. |
||||||||||||
|
DESTINATARI |
-
Bambini e ragazzi dai 6 ai 18
anni -
Insegnanti delle scuole
coinvolte nel progetto
- Genitori
dei ragazzi |
||||||||||||
|
OBIETTIVI
E FINALITA’ |
Obiettivi
da raggiungere con i ragazzi: A
breve termine:
a
medio temine
A
lungo termine.
Obiettivi
da raggiungere con gli insegnanti ed i genitori:
Promuovere
soluzioni diverse per lo sviluppo della collaborazione scuola-famiglia e
scuola-territorio. |
||||||||||||
|
METODOLOGIA |
L’attività
adottata nel presente lavoro si connota in una metodologia che integra un
approccio globale di tipo sistemico ecologico, ad un approccio di
trasmissione/potenziamento di abilità psicosociali e utilizza una cornice
relazionale di tipo umanistico. Gli
strumenti di lavoro utilizzati saranno: schede di lavoro, interviste
semi-strutturate, colloqui individuali e di piccolo gruppo. Con
i bambini più piccoli (6/10 anni) si faranno, anche, giochi dinamici,
proiettivi (inventa una storia, una favola, Ecc.) e test carta matita. Con
gli insegnanti ed i genitori si organizzeranno degli incontri nel corso
dell’anno scolastico (3 incontri di 3 ore l’uno): -
Quale comunicazione con il
bambino e l’adolescente -
Ciclo
vitale e disagio evolutivo -
Discussione tra scuola e
famiglia: agenzie educative Si
attiverà uno sportello di consulenza/ascolto attivo per tre ore ogni
quindici giorni con a disposizione un componente dell’equipe del piano
di zona. Lo
sportello è un servizio di consulenza da attivare presso la scuola per
venire incontro alle esigenze dei genitori, studenti ed insegnanti, che si
trovano ad affrontare situazioni di “crisi”. I suoi obiettivi
sono: informare, indirizzare, potenziare le competenze, concepire
interventi anche nei gruppi-classe; in sintesi attivare le risorse e/o
orientare ai servizi competenti. Tale consulenza può determinare la
soluzione del problema, fungendo da riattivatore delle risorse dei
genitori, studenti ed insegnanti, oppure fornire indicazioni sui percorsi
esistenziali, informativi, riabilitativi, più adeguati. Il
progetto prevede, inoltre, un ritorno sul territorio con un Convegno
finale tenuto dai ragazzi destinatari del progetto e da figure
professionali con esperienza sull’argomento. |
||||||||||||
|
TEMPI/FASI |
Il
progetto si svolgerà nel corso dell’anno scolastico. Gli
incontri con i genitori e gli insegnanti verranno stabiliti in base alla
disponibilità di orari della scuola interessata all’intervento; Lo
sportello di ascolto rivolto ai ragazzi, agli insegnanti e ai genitori sarà
attivato ogni quindici giorni per 3 ore giornaliere. |