La vendemmia

 

La vendemmia ha luogo in autunno, tra la fine di settembre, ottobre e gli inizi di novembre, generalmente il periodo viene deciso in base alla posizione della vigna (se è soleggiata o meno) e al vino che si vuole ottenere.

È convinzione diffusa che, per un vino forte, il viticoltore debba raccogliere l'uva (dopo San Michele), verso il due o tre ottobre; oppure, se vuole tener conto delle fasi lunari, deve evitare il periodo di la luna piena.

 

È comunque consigliabile vendemmiare quando la temperatura è fresca, di sera o di mattina presto, perché l’uva è migliore; per ottenere un buon vino, l’uva non deve rimanere troppo tempo nei cesti ma va pigiata al più presto: se non si seguono questi accorgimenti si corre il rischio di rovinare il vino. 


Non si  può stabilire con esattezza la durata della vendemmia, tutto dipende dalle dimensioni della vigna e dal numero di persone che ci lavorano. 

Gli strumenti usati per la raccolta dell’uva non sono cambiati nel corso degli anni.

Occorrono: forbici, cesti o cassette.

 

La raccolta avviene, quindi, la mattina presto o durante una giornata nuvolosa: con le forbici si tagliano i grappoli e, con delicatezza, si depongono nelle cassette che, caricate sui mezzi agricoli, sono trasportati, nelle cantine, per la pigiatura.

 

Alcuni decenni fa le donne che partecipavano alla vendemmia erano  più numerose e, spesso, mentre lavoravano, intonavano dei canti; l’uva era riposta in sporte di canne e salice, le “fiscine”, il trasporto era affidato alle donne e/o agli asini; inoltre, si lasciavano i grappoli acerbi per raccoglierli successivamente, appenderli al soffitto e consumarli durante le feste natalizie.

 

Queste giornate, anche oggi, sono faticose: bisogna prestare attenzione per non rovinare l’uva e impiegare molta energia per sollevare le pesanti cassette.

 
Alla sera, quindi, dopo aver lavorato duramente, si consuma una cena sostanziosa: pasta, carne, salame e, di sicuro, un buon bicchiere di vino.  
Tanti anni fa, questo momento era più apprezzato, perché c’era molta povertà:  era l’occasione per mangiare finalmente un po’ di carne: un capretto, un agnello o un coniglio.


 

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